sabato 30 luglio 2016

ALPI

Meravigliose, fantastiche Alpi valdostane.......peccato siano cosi lontane!!!!










sabato 2 luglio 2016

ZOE PIA

Zoe Pia, la clarinettista che 'suona' la Sardegna


S
uona da quando era bambina. Recentemente è stata l’unica italiana a ricevere un riconoscimento nel Premio internazionale di partiture non convenzionali “Musica con vista”, per il quale erano in lizza 62 artisti provenienti da tutto il mondo.
Zoe Pia, 29 anni, è nata e cresciuta a Mogoro. Attualmente vive a Rovigo, città nella quale ha scelto di proseguire gli studi per completare il percorso iniziato al Conservatorio di Cagliari. Ma porta sempre la sua Isola nel cuore.


 

Per quattro anni è stata impegnata, suonando il sax, nel Campari Tour in Italia, nel 2009 nel Nastro Azzurro Tour, mentre due anni fa Bulgari l’ha 
portata fino in Azerbaigian, nella città di Baku. Negli ultimi anni le sue energie si sono concentrate nello studio e nella ricerca per la produzione del suo primo disco: Shardana, in uscita oggi 30 giugno 2016 per l’etichetta veneziana Caligola Records.
Un omaggio alla Sardegna, alla sua storia magica e misteriosa, ai suoni e ai ritmi della tradizione. Usando la tecnica del Soundscape composition, Zoe ha registrato tanti suoni diversi: i mamuthones in processione, le campane della chiesa di Mogoro, la voce della signora Renata Melis di Masullas che canta una ninna nanna. È questa la Sardegna che la giovane musicista ha deciso di rappresentare, l’anima dell’Isola, quella più vera e forte.
«Porterò questi suoni autentici in giro per il mondo, insieme a me. Sono suoni veri, ovviamente, suoni che fanno parte delle nostre vite, ma che non sono immediatamente riconducibili alla Sardegna, dal momento che non si tratta di ballo sardo o canto a tenore, per esempio», spiega l’artista. 


 

Dal disco è stata estrapolata la partitura premiata (in foto). Uno ‘spartito’ senza righi, in sughero, completamente disegnato da lei, con nove scenari al suo interno che riflettono le nove tracce del disco. La piccola opera d’arte di Zoe si può suonare liberamente «è una partitura democratica», sottolinea l’artista, seguendo il ritmo del ballo sardo, pur non avendo indicazioni precise sulle note. «La partitura ha al proprio interno nove momenti che richiamano luoghi, misteri e tradizioni presenti in Sardegna, terra in cui il popolo del mare ha lasciato più tracce di sé», continua ancora la musicista. «C’è spazio per gli Shardana, ovviamente, ma anche per Sa Accabbadora, per le Janas e così via dicendo».
La passione di Zoe per la musica è nata molto presto. Quando aveva otto anni il padre le fece trovare sotto l’albero di Natale un clarinetto infiocchettato, destinato a diventare uno dei suoi più cari amici. «Mio padre mi ha insegnato l’amore per la musica», racconta Zoe. Fin da bambina ha iniziato a suonare nella banda del suo paese e da quando le note sono diventate il sale delle suo giornate la giovane donna sarda, allora neanche adolescente, ha iniziato a sognare il Conservatorio. «Mi sono laureata prima di conseguire il diploma», dice ridacchiando. Suona il clarinetto, ma anche il sassofono, le launeddas, insegna musica alle scuole medie e ha ancora tanti progetti da realizzare. L’emozione per l’uscita del suo primo disco è incontenibile. Ha lavorato per anni e ora si dice soddisfatta. Il 6 agosto suonerà a casa - a Mogoro - ai piedi del nuraghe Cuccurada. Sarà la prima assoluta della partitura Shardana, un modo per chiudere il cerchio, da un lato, permettendo alle melodie di rincontrare la propria terra, ma anche un punto di partenza per questa nuova avventura. Cosa ti manca della Sardegna?, le chiedo e Zoe risponde senza alcuna esitazione: «La luce… e poi il maestrale, che a volte è fastidioso, ma pulisce l’aria e la riempie di vita». -




domenica 19 giugno 2016

martedì 14 giugno 2016

TRE MINUTI

Tre minuti di video, tre minuti di Sardegna. Isola antica, ricca di tradizioni, che ti entra dentro e non ci puoi fare niente. Terra affascinate, mare, monti, boschi, storia, cultura, lingua, cucina, natura selvaggia e ancora mare, mare, mare, vento, costumi, cavalli, chiese, nuraghi, menir, domus de janas, racconti antichi, musica, gente riservata ma cordiale, accoglienza antica, profumi arcaici.......e tanto, tanto altro.........






DON MAX

Esclusivo – Don Max Pusceddu: “Mai invocato la morte per i gay”

maxresdefault “Io non ho invocato la morte di nessuno e tanto meno dei gay. Quanta disinformazione!” Lo dice padre Massimiliano “Max” Pusceddu, il sacerdote esorcista di Cagliari finito nell’occhio del ciclone per una omelia nella quale commentava la lettera di San Paolo ai Romani e il tema della sodomia.
Padre Pusceddu, invoca la morte degli omosessuali?
“Smentisco. Non desidero la morte fisica di nessuno, quanta disinformazione! Non so se dipende da prevenzione o ignoranza anche di certi giornalisti. Per fortuna la mia omelia era ed  è registrata. Non sarei capace di affermare quelle cose, non mi appartengono, non mi riconosco nei titoli. Sono sacerdote e non querelo,  però mi viene voglia di farlo”.
Ma che cosa ha detto di così eclatante?
” Oggi fa notizia la ortodossia, e non la stravaganza, purtroppo. Se un prete dice cose aderenti la dottrina cattolica finisce sui giornali come un mostro. Io in una omelia ho commentato la lettera di San Paolo ai Romani. Ho il torto di aver ricordato la dottrina della Chiesa sulla sodomia. Mica la posso ignorare. La dottrina e San Paolo sul punto sono chiari: la  sodomia è un peccato gravissimo e mortale. Chi lo fa rischia la morte spirituale e dell’anima, io ho parlato di morte spirituale,  non fisica. La sodomia alla pari di altri peccati ci allontana da Dio e così  chi vi si abbandona rischia, senza conversione, di non entrare nel Regno dei Cieli. Certamente nella sua misericordia ogni decisione spetta al Giusto Giudice, non a noi in terra. Ho ricordato la dottrina della Chiesa, non sono idee di don Massimiliano. Inoltre, ma nessuno lo dice,  separo omosessualità per tendenza dagli atti. Essere omosessuali non è un peccato, anzi bisogna pregare per chi si trova in quella situazione. Sono peccaminosi gli atti, la sodomia. Non ho nulla da ritrattare “.
Lei ha espresso la sua contrarietà alle unioni civili…
” Perchè non posso? Di quella legge non condivido niente, va contro la dottrina cristiana e il Vangelo. Da cattolico lo dico apertamente”.
Renzi?
” Lui si professa credente e poi fa il contrario esatto di quello che dice il Vangelo. Vorrei tanto  incontrarlo e dirgli: convertiti sin che sei in tempo. Egli fa parte di quel nutrito gruppo di politici che si dicono cristiani, ma che tradiscono Cristo nelle decisioni . Costoro non cercano il bene comune, ma vanno a caccia di voti e consensi”.
Che giudizio da del  Renzi politico?
” Lo scriva pure: non vale un soldo bucato, uno zero spaccato  onnipresente in tv che lo lascia libero di fare e dire quello che vuole”.
Che partito politico oggi in Italia è affine alle idee cristiane?
” Il Popolo della Famiglia, voterei per loro. E’ la sola formazione cristiana presente. Non ha ottenuto troppi consensi, ma è giovane, nato da poco e  ha bisogno di tempo e di visibilità, oltre che di mezzi”.

sabato 4 giugno 2016

LA " SASSARI"





La Brigata Sassari è una brigata di fanteria meccanizzata dell'Esercito Italiano, parte del 2º Comando delle Forze di Difesa dell'Italia meridionale e delle Isole. Il 151º Reggimento fanteria meccanizzata Sassari, con sede a Cagliari in caserma Monfenera, e il 152º reggimento fanteria meccanizzata Sassari con sede a Sassari, insieme costituiscono la brigata. È una delle unità italiane più presenti nei teatri operativi in operazioni di risoluzione delle crisi (CRO - Crisis Response Operations) ed è classificata dall'Esercito come "forza di proiezione".

La Brigata Sassari è stata costituita il 1º marzo 1915 da due reggimenti, il 151º fanteria a Sinnai (Cagliari) e il 152º fanteria stanziato a Tempio Pausania: la particolarità di questi reparti è che sono composti quasi interamente da sardi, e quindi sono uniti da un forte senso di gruppo. Già in passato vi erano stati gruppi militari formati da conterranei sardi, tra cui il Tercio de Cerdeña del periodo aragonese, il Reggimento di Sardegna del periodo Sabaudo e la Brigata Cagliari operante tra il 1862 ed il 1991

La Brigata "Sassari" venne subito messa in servizio nella prima guerra mondiale, quando combatté sull'Isonzo e ottenne la citazione sul bollettino del Comando Supremo come migliore unità, per le sue azioni eroiche negli scontri di Bosco Cappuccio, Bosco Lancia e Bosco Triangolare.
Nel 1916 combatté sull'Altopiano di Asiago, ricevendo la prima medaglia d'oro per la riconquista dei monti del massiccio delle Melette (il Monte Fior, il Monte Castelgomberto, il Monte Spil e il Monte Miela) e del Monte Zebio.
Una narrazione di tali eventi si trova nel memoriale Un anno sull'Altipiano di Emilio Lussu, ai tempi un ufficiale della Brigata.
Nel novembre e dicembre 1917, in seguito alla Battaglia di Caporetto, la "Sassari" combatté sul Piave per fermare le truppe austriache che già avevano occupato tutto il Friuli e parte del Veneto.
Nel 1918 combatté nella battaglia dei Tre Monti prendendo il Col del Rosso, il Col d'Ecchele e il Monte Valbella, ottenendo una seconda medaglia d'oro.
La Brigata "Sassari" ebbe in queste azioni un alto numero di vittime, il 13,8% degli effettivi contro il 10,4 della media nazionale (138 sassarini ogni 1000 incorporati contro la media nazionale di 104). Le perdite subite furono 3817 tra morti e dispersi, e 9104 tra mutilati e feriti.
La Brigata (che generalmente inquadrava 6000 soldati) venne ricostituita due volte; per rigenerarla furono trasferiti nelle sue file i soldati sardi che militavano in altri reggimenti.
San Martino del Carso: monumento alla Brigata Sassari sulla "Dolina Sassari".
Per questo sforzo venne insignita di:
  • 6 Ordini Militari di Savoia.
  • 13 Medaglie d'oro al valor militare: 9 ad ufficiali e soldati; 2 alla bandiera del 151º Reggimento; 2 alla bandiera del 152º Reggimento. L'ottenimento nell'arco di una sola campagna di guerra di 2 medaglie d'oro alla bandiera per ciascun reggimento, è un caso rimasto unico nella storia dell'Esercito italiano.
  • 405 medaglie d'argento.
  • 551 medaglie di bronzo.
  • 4 citazioni speciali sui bollettini del Comando Supremo.
  • 1 citazione all'ammirazione dell'Esercito e della Nazione dal Comandante del Gruppo speciale di retroguardia dell'Esercito Tenente Generale Antonino Di Giorgio, per l'abnegazione e l'eroico contegno tenuto durante la ritirata sul Piave;
  • "drappelle reali" (scudo sabaudo e stemma di Sardegna) conferite motu proprio dal Re alle fanfare dei due reggimenti come riconoscimento delle speciali benemerenze acquisite in guerra.
  • mantenimento in servizio permanente, alla cessazione delle ostilità, come riconoscimento per il valore dimostrato in guerra