sabato 15 marzo 2014

COSE DI SARDEGNA

 
In Italia, come  in altri paesi esistono diverse forze di polizia. Abbiamo la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria, il Corpo Forestale. In Sardegna esistono, da tempo immemorabile, i Barracelli, una vera e propria "gendarmeria di campagna". Volontari che, suddivisi in Compagnie e distribuiti a livello comunale (non tutti i comuni sono dotati di Compagnia Barracellare) prestano servizio in ausilio alle forze dell'ordine con effettivi poteri giuridici per la prevenzione e repressione di reati legati al mondo agropastorale, furti di ogni genere, prevenzione e spegnimento incendi boschivi e abigeato (furto di bestiame). Lavorano nell'ombra e spesso altri si prendono i meriti della loro fatica, diciamo che sono un po dei poliziotti rurali senza gloria.

 
Proprie della Sardegna, le Compagnia Barracellari (o dei Barracelli), sono delle società aventi come scopo principale la tutela della proprietà nelle zone rurali dell'isola. L'istituto, di antiche origini giudicali, nacque con l'intento di impedire furti e danneggiamenti nelle campagne, perseguendone gli autori e indennizzando i proprietari, comportandosi al tempo stesso come polizia rurale e come società di assicurazione.
Tuttora operanti su base volontaria ed in ambito comunale, sono considerate un'originale forma di polizia rurale che trova ben pochi riscontri nel panorama dei corpi di polizia dell'Europa moderna.
Durante la loro storia furono abolite una prima volta nel 1819 e sostituite con i Cacciatori reali di Sardegna. Furono però ricostituite nel 1827 e riconfermate nel 1836, anche se negli anni successivi molte furono le proposte parlamentari per la loro abolizione (1848, 1849, 1850). Il governo sardo invece le riorganizzò con legge 22 maggio 1853, e quello italiano le regolamentò con il Regio Decreto n°403 del 14 luglio 1898. La Regione Autonoma della Sardegna nel 1988, con la legge regionale n°25, le ha ulteriormente regolamentate e organizzate. I barracelli sono talora inquadrati come agenti di pubblica sicurezza e coadiuvano le forze di polizia e le amministrazioni comunali quando queste ne fanno richiesta, ma attualmente la giurisprudenza in merito è controversa

Origini storiche

Durante il periodo giudicale

I barracelli derivano da una forma spontanea di scolca risalente a molto prima dell'arrivo degli Aragonesi nell'Isola e precisamente al periodo dei Giudicati (terminato nel XIV secolo) quando i barracelli erano infatti chiamati juratos (o jurados de logu), ed erano coordinati da un maiore de scolca che ne rispondeva direttamente all'antesignano del sindaco odierno, il maiore de villa. Il "livello di attenzione" della vigilanza era garantito dal rischio patrimoniale che assumevano personalmente in quanto sin da allora sarebbe stato a loro carico il risarcimento dei danni eventualmente patiti dai proprietari dei terreni da essi vigilati, ove fossero stati derubati o altrimenti lesi.
La criminalità, secondo alcuni studi, era caratteristicamente individuale in quanto la Carta de logu - che pure annoverava fattispecie di crimini con grande dettaglio giungendo a trattare del furto commesso da amanti in camera da letto - non menzionava fenomeni associativi come la bardana né il brigantaggio, che pure imperversavano in Continente; inoltre, a differenza che nel resto d'Italia, ai Templari non fu consentito l'esercizio di attività di polizia, almeno nella misura in cui lo si era concesso dall'altra parte del mare, segnale forse di una situazione generale di soddisfacente tranquillità tale da non costringere a delegare il controllo del territorio a ordini militari e cavallereschi esterni.

Durante il Regno di Sardegna in periodo aragonese

In seguito, nel 1570 gli Aragonesi diedero loro il nome di Barrachellos, dal quale deriva l'attuale denominazione.
In questa fase i Barrachellos ebbero vaste competenze in materia di ordine pubblico e pubblica sicurezza ed il loro reclutamento avveniva per coscrizione, sempre quindi su base obbligatoria, ora in analogia con altre prestazioni obbligatorie gravanti sul mondo rurale come in primo luogo la roadia.

Durante il Regno di Sardegna in periodo sabaudo

Con il passaggio della corona ai Savoia, l'Ottocento fu un secolo cruciale per il mondo agro-pastorale sardo. Sorsero infatti gravi problemi di ordine pubblico connessi alla forzosa trasformazione della proprietà rurale nel quadro di un'azione riformista di vasta portata.
Dalla secolare tradizione agricola cristallizzata negli ademprivi, si andava verso una diffusione della proprietà privata dei suoli al fine di incrementarne la produttività, e lo stravolgimento di usi e consuetudini consolidati da secoli non fu indolore per la società isolana. Nel 1819 le compagnie barracellari furono soppresse ed inglobate nei Cacciatori di Sardegna.
Nel 1820 fu emanato il noto Editto delle chiudende ritenuto dai sardi come una grave ingiustizia. Dopo la sua pubblicazione nel 1823 crebbero i disordini legati alla sua applicazione, che prevedeva il riconoscimento della proprietà terriera - popolarmente avvertita come comune, collettiva - a chi in pratica fosse meramente riuscito a recingerla, avendosene per effetto innumerevoli abusi e conseguenti violenze, aggressioni, ritorsioni, aperte rivolte in buona parte delle campagne isolane. Le compagnie barracellari furono perciò riammesse nel 1827, finché fu con il Regio decreto del 22 maggio 1853, n. 1533, che si intese porre ordine più sistematicamente nella materia.
Con questo decreto si mutava dopo secoli la base di reclutamento dei barracelli, convertendola al solo volontariato. Li si assimilava inoltre alla figura della Guardia campestre e li si muniva di attribuzioni giudiziarie per le quali avrebbero potuto eseguire arresti in flagranza di reati punibili con la reclusione oppure in caso di incontro con persone in possesso di frutti della terra di cui non potessero giustificare la provenienza[.
Dopo quasi mezzo secolo seguì un altro decreto, il Regio decreto del 14 luglio 1898, n. 403, tuttora la base normativa su cui si innestano le norme recenti che regolamentano le compagnie barracellari.

 

 

 

 

 

 

Situazione giuridica attuale

Le Compagnie attualmente sono regolate dalla Legge regionale del 15 luglio 1988, n. 25, che ne stabilisce le seguenti funzioni:
  • salvaguardare le proprietà affidate loro in custodia dai proprietari assicurati, verso un corrispettivo determinato secondo le modalità previste dalla medesima legge regionale;
  • collaborare, su eventuale richiesta di queste, con le autorità istituzionalmente preposte al servizio di:
  • protezione civile;
  • prevenzione e repressione dell’abigeato;
  • prevenzione e repressione delle infrazioni previste in materia di controllo degli scarichi di rifiuti civili ed industriali;
  • collaborare, con gli organi statali e regionali, istituzionalmente preposti alle attività di vigilanza e tutela nell'ambito delle seguenti materie:
  • salvaguardia del patrimonio boschivo, forestale, silvo-pastorale, compresi i pascoli montani e le aree coltivate in genere;
  • salvaguardia del patrimonio idrico, con particolare riguardo alla prevenzione dell’inquinamento;
  • tutela di parchi, aree vincolate e protette, flora, vegetazione e patrimonio naturale in genere;
  • prevenzione e repressione degli incendi;
  • salvaguardia del patrimonio e dei beni dell’ente comune di appartenenza, siti fuori dalla cinta urbana, nonché amministrazione dei beni di uso civico e di demanio armentizio, secondo le modalità da stabilirsi con apposita convenzione.
Possono inoltre collaborare, nell'ambito delle proprie attribuzioni e nel rispetto delle norme vigenti, con le forze di polizia dello Stato quando ne sia stata fatta richiesta al sindaco, per specifiche operazioni.
La legge regionale ribadisce la limitazione territoriale di servizio al solo territorio del comune di appartenenza, salvo la necessità di inseguire autori di crimine colti in flagranza, o in caso di richiesta da parte delle forze dell'ordine per l'espletamento di servizi particolari di ordine pubblico e simili.

 
 
     

martedì 11 marzo 2014

COLONNE

Tra tutti i generi musicali suonati e ascoltati nella mia vita uno in particolare occupa un posto molto importante nelle mie preferenze. Quando guardiamo un film, di qualsiasi genere, avventura, western, horror, drammatico, le parole e i gesti dei protagonisti trovano piena realizzazione nel nostro animo solo se accompagnati dalla giusta colonna sonora che in un certo senso stimola in noi  quelle sensazioni di paura, di attesa, di gioia, di dolore, di commozione che talvolta ci portano sull'orlo del pianto e altre volte ci fanno tirare un sospiro di sollievo dopo una scena pericolosa. E' la magia della musica, un'arte talmente nobile che senza non si potrebbe vivere. Impossibile guardare un film senza musica, impossibile immaginare una vita senza la musica, in un certo senso, come nei film, completa la nostra esistenza. Ascoltando una canzone, ci tornano in mente le emozioni provate durante la nostra vita, basta un accenno di musica e si scatenano miliardi di sentimenti, vengono in mente immagini, odori, sensazioni. 
 
Una a caso!!!
 
 
Bella vero???

domenica 2 marzo 2014

LA RISPOSTA ALLA CRISI

Questa è la vera risposta alla crisi economica e spirituale che attanaglia la nostra generazione, dovremo tutti pensare a queste parole ogni volta che le preoccupazioni ci angosciano. Sono convinto che abbandonandoci completamente alla Volontà del Signore ogni angoscia svanisce, ogni pensiero vola via e dentro di noi il poco che abbiamo diventa una ricchezza dal valore incalcolabile e la nostra tristezza si trasforma in serenità.   
 
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 6,24-34.
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
« Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona.  
Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?
E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita?
E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.
Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?
Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?
Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena ».

venerdì 28 febbraio 2014

TESORI PREZIOSI

Non so perché il Signore abbia riservato a me e alla mia famiglia una fortuna così smisuratamente grande, una cosa è certa, dobbiamo ringraziarlo immensamente. Ci ha regalato la certezza, l'esperienza, la loro storia, la loro testimonianza, la loro vicinanza, la loro esistenza, un solido pilastro su cui abbiamo basato la nostra vita e a cui tutt'oggi ci rivolgiamo per trovare il coraggio per andare avanti. Hanno vissuto tempi veramente duri, hanno patito la fame, hanno più volte rischiato di morire sotto i bombardamenti e sotto  i pesanti assalti di questa esistenza, hanno patito la morte di un figlio, forse l'esperienza più dolorosa che un essere umano possa subire,  ma non hanno mai mollato,  hanno trasmesso sempre coraggio, sono andati sempre avanti e continuano ad andare avanti nonostante le grandi difficoltà date dall'età avanzata. Ieri Nonno ha compiuto 94 anni, auguri caro Nonno, ti vogliamo bene,  grazie Signore per tanta bontà!!!
 
 

mercoledì 19 febbraio 2014

SANREMO 2014

 
 
Sono un musicista, amo la canzone italiana, ma con tutto ciò il Festival di Sanremo NON C'ENTRA NULLA!!!......Per me Sanremo è uno spreco di soldi pubblici, un comizio elettorale, una occasione come tante purtroppo per INSULTARE E UMILIARE DIO  e i cristiani, un teatrino pro gay, e poi.....i conduttori  proprio non li digerisco.....inserirei volentieri il Festival di Sanremo nella prima azione da compiere per risanare i conti pubblici e manderei molti protagonisti ai LAVORI FORZATI!!!  
 

mercoledì 12 febbraio 2014

MUSICA ETNICA

Elsa smiling
Continuo il discorso iniziato nel post precedente parlando di una grande artista friulana che ho avuto il piacere di ascoltare sabato sera a Cagliari.
 
Si tratta di Elsa Martin.
 

Cantante e autrice, educatrice professionale e musicoterapista, diplomata in musica  jazz col massimo dei voti e la lode presso il conservatorio di Klagenfurt (Austria) studia presso il biennio specialistico di musica jazz ad Adria (Ro), sotto la guida di docenti quali Diana Torto, Fabio Petretti, Fabio Zeppetella, Luca Bragalini, Roberto Spadoni, Paolo Silvestri.
Dal 2010 studia vocalità con la M° Franca Drioli.
 
 

lunedì 10 febbraio 2014

BALENTES

Sabato scorso ho avuto il piacere, grazie al gentilissimo invito di due amici fraterni, di partecipare ad una serata musicale presso il teatro del Conservatorio di musica di Cagliari. Si sono esibiti alcuni gruppi musicali di genere etnico, gruppi sardi, piemontesi e friulani. Tra i gruppi isolani abbiamo ascoltato tra gli altri "Le Balentes", un gruppo formato da tre donne che in sardo cantano prevalentemente "a cappella", ossia, senza l'ausilio o quasi, di strumenti musicali. Conoscevo già il gruppo ma devo dire che mi hanno colpito particolarmente. Sonorità tipiche della Sardegna e un arrangiamento di una nota canzone di Fabrizio de Andrè. Chi canta o suona sa quanto sia difficile esibirsi dal vivo e tutti hanno dimostrato un talento e una professionalità enorme. Vi propongo un brano delle Balentes e successivamente vi farò sentire anche gli altri gruppi, potrete giudicare da soli la bravura e il fascino della musica etnica che porta con se l'essenza delle culture a cui appartiene.  
 
 
Il nome Balentes in sardo significa letteralmente “le valorose" ed in Sardegna viene di solito riferito agli uomini per indicare il coraggio, il valore, l'orgoglio. È stato adottato con un’accezione ironica in riferimento al fatto che hanno iniziato la carriera interpretando canti in genere riservati solo a voci maschili. Il gruppo originario era composto da Stefania Liori, Lulli Lostia ed Elena Nulchis, che iniziano la loro attività nel 1990 come coriste del cantautore Piero Marras. Nel 1991 partecipano al tour Andalas a cui partecipano numerosi artisti sardi. Nel 1997 il gruppo assume una propria identità musicale mettendo insieme un repertorio originale costruito sulla fusione delle tre voci femminili. Con il gruppo collabora Rossella Faa, autrice della maggior parte dei brani. Il repertorio è costituito sia da brani della tradizione sarda rielaborati sia da pezzi originali ispirati a vari generi musicali, dal rock alle musiche balcaniche. Cantano prevalentemente a cappella, con l'utilizzo di piccole percussioni, ma anche accompagnate dai musicisti.
Nel febbraio 1997 vincono il primo premio all'Accademia della canzone di Sanremo e partecipano alle serate del dopofestival, in occasione del quale incidono un cd promozionale. Nel giugno 1997 partecipano a Siligo (SS) alla manifestazione in memoria di Maria Carta e nel settembre a Cagliari a 30 ore per la vita. Nell'aprile 1998 sono ospiti alla manifestazione che festeggia Sa Die de Sa Sardigna. Nel 1998 partecipano al programma Caterpillar di Radio2 RAI, con cui raggiungono un vasto pubblico a livello nazionale e si fanno apprezzare dal vivo alla manifestazione del Caterraduno, a Brisighella. Nel 2000 il brano Rundines de Andira, scritto da Luca Nulchis, viene inserito nella compilation di Caterpillar, e a maggio partecipano ancora una volta al Caterraduno, a Cervia, dove conoscono il cantautore Davide Van de Sfroos con il quale inizia una collaborazione artistica. Nell'ottobre 2000 sono state ospiti al Premio Tenco, in collaborazione con la Banda Osiris. In novembre viene assegnato alle Balentes il premio della critica in occasione del Festival della musica sarda con il brano di Luca Nulchis La ballata de s'isposa 'e Mannorri. Nel giugno 2001 viene pubblicato il loro primo album intitolato Balentes, in cooproduzione con Radio Popolare alla cui realizzazione collaborano Mauro Pagani, Banda Osiris, Davide Van de Sfroos, Mercanti di liquore. Nel 2003 il singolo Cixiri raggiunge un successo nazionale grazie al lancio da parte di Fiorello nel programma Viva Radio2, grazie al quale vincono il Girofestival come miglior canzone; sempre nel 2003 partecipano al Vodafone tour in collaborazione con la radio RTL, e al Tim tour. Nel 2004 Elena Nulchis lascia il gruppo e viene sostituita da Elisabetta Delogu; nel 2004 esce il disco Cantano.... Nel 2005 collaborano con Samuele Bersani e partecipano al Tributo a Fabrizio De André, una serie di concerti dal vivo in cui interpretano il brano Volta La Carta. Sempre nel 2005 collaborano al disco Inverse live di Gabin Dabirè. Nel 2006 collaborano al disco Rosa Resolza di Andrea Parodi ed Elena Ledda. Nel 2007 riarrangiano con il loro caratteristico stile i brani del repertorio di Andrea Parodi. Nel 2008 partecipano al Tributo dei Beatles Premio Caruso esibendosi con il brano She Loves You; sempre nel 2008 lascia il gruppo Elisabetta Delogu e viene sostituita da Pamela Lorico. Nel 2009 partecipano all'inaugurazione del teatro in onore di Andrea Parodi, a Porto Torres, eseguendo i brani: Abacada, De Bentu, A Foua, Camineras, Pandelas. Un loro brano, Chiara Polka, è diventato la sigla della trasmissione radiofonica "Io, Chiara e l'oscuro", in onda su Radio 2, il brano tuttavia è una delle tante versioni di un famosissimo brano popolare del 1700 finlandese.